Canestrelli genovesi con tuorlo sodo

Canestrelli genovesi con tuorlo sodo
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“A Natale tutte le strade conducono a casa” (Marjorie Holmes)

Manca un mese al Natale e tutto quello che ci circonda ci suggerisce aria di festa e festività. Come non festeggiare con la buona tradizione casalinga? Genova, la mia città che in questo momento come tutti sapete è in ginocchio, la voglio addolcire con i suoi canestrelli.
Questi canestrelli sono tipici della tradizione genovese e fanno parte della tradizione della mia famiglia. Ne esistono tantissime varianti, tanti paeselli della provincia custodiscono i loro canestrelli, la loro ricetta originale. L’importante è che siano burrosi, con burro di qualità altissima che si scioglie in bocca.

Sono qui a proporvi la mia ricetta, una pastafrolla molto friabile e delicata (il segreto sta nel tuorlo d’uovo sodo).
Vi lascio la mia ricetta e mi raccomando, aspetto un vostro riscontro e qualche accenno a come passate voi il Natale 🙂

Dopo la ricetta quattro chiacchiere sul mio Natale 🙂

RICETTA

  • Porzioni: 10 biscotti
  • Tempo preparazione: 5 min
  • Tempo cottura: 15 min

Ingredienti

  • 55 gr farina
  • 45 gr fecola
  • 60 gr burro
  • 2 tuorli sodi
  • 40 gr zucchero a velo
  • 1 bustina di vanillina

Utensili

  • Teglia da forno
  • Tavolo per impastare

Preparazione – Spiegazione dettagliata

  1. Cuocere 2 uova sode e lasciarle completamente raffreddare
  2. Prelevare dalle uova sode i due tuorli che serviranno per i canestrelli
  3. Sul piano di lavoro riporre a fontana tutte le polveri (farina, fecola, zucchero a velo e vanillina)
  4. Aggiungere al centro i due tuorli schiacciati
  5. Aggiungere il burro a temperatura ambiente
  6. Lavorare delicatamente senza esagerare per evitare che si scaldi troppo il burro
  7. Amalgamare bene tutti gli ingredienti
  8. Stendere una sfoglia non troppo sottile con il mattarello
  9. Creare con la formina i canestrelli (vedere consigli se non la avete)
  10. Cuocere in forno caldo a 180°C per circa 10/15 minuti
  11. Spolverizzare con abbondante zucchero a velo

Consigli

  • Al posto della formina classica a canestrello potete utilizzare una formina a fiore e praticare un buco al centro con un oggetto cilindrico (ad esempio un ditale da cucito 🙂 )
  • Sono ideali per i doni di Natale chiusi in un sacchettino trasparente e magari decorati con icone natalizie
  • Ottimi da soli o accompagnati da tè e caffè

Consigli per il portapranzo

  • Per le vostre colazioni in ufficio, in un contenitore o in carta alluminio

E per voi che significa il Natale?

Per me il Natale significa tornare bambini. Tornare alle storie raccontate dalla mamma, alle sue tradizioni e alle sue abitudini.
Comincio raccontandovi i suoi Natali, i più incantevoli e sentiti.

Nei giorni che precedevano il Natale mia mamma, i suoi tre fratelli e mia nonna si attrezzavano per cucinare i piatti tradizionali genovesi. Per il pranzo di Natale non potevano mancare i ravioli fatti di carne e verdure (in particolare borragini). Non essendoci il congelatore la sera prima tutti i fratelli si mettevano intorno al tavolo ad aspettare che la nonna tirasse a mano tutte le sfoglie per poterla aiutare con la creazione dei ravioli.
Per la vigilia si preparava il brodo di carne per i maccheroni, la pasta lunga tipica del Natale. Per la vigilia non mancava l’attesa del momento dell’apertura delle letterine al papà. Nella nostra tradizione antica tutti i bambini a scuola preparavano la loro letterina diretta al loro papà. Erano letterine ben fatte, come quelle dei biglietti di auguri che venivano compilate con un pensiero profondo rivolto al proprio padre da posizionare sotto al suo piatto.
Mia mamma sorride ancora quando racconta che suo padre faceva finta di nulla mentre sorseggiava il suo brodo con il piatto in bilico tra le letterine (erano quattro fratelli, lo spessore era parecchio!). E loro se la ridevano sotto i baffi 😉
Per la loro tradizione natalizia non potevano mancare neppure i canestrelli genovesi, un dolce “povero”. Il sapore del burro di una volta però non passava inosservato. Sono così legata ai ricordi di quando ero bambina e ai racconti di mia mamma che vi ho voluto lasciare proprio questo semplice dolce.

La prossima volta voglio raccontarvi il mio Natale, con aneddoti e tradizioni di quando ero bambina.

Vi aspetto

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Canestrelli genovesi

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Canestrelli genovesi
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